Prenditi qualche minuto per guardare questo video….guardalo tutto.

Fatto? Cosa ne pensi? Qual’è la prima cosa che ti viene in mente?
Premessa.

Se hai pensato ”si ma tanto è una pubblicità”, ”è un poverino che non si è mai arricchito”, “figurati se succede nella realtà”, “non sa vendere”, “la solita cazzata pseudo-sentimentale” o cose del genere  allora smetti subito di leggere.

Probabilmente il tuo cinismo e l’animo troppo duro ti hanno già segnato.

Se invece credi che esista anche solo una possibilità di poter cambiare qualcosa, anche se avessi 100 anni, allora seguimi nel ragionamento e poi potremo condividere insieme le riflessioni che ne scaturiranno.

 

L’IMPRENDITORE

Il protagonista dello spot ha una sua attività, intercetta un bisogno (le medicine per la mamma malata) , lo soddisfa e ci aggiunge un surplus (la zuppa di verdure).

Una zuppa di verdure (il suo core business) e un po’ di soldi per le medicine sa che non lo faranno fallire. Decide con quel gesto di fare un investimento sul presente e sul futuro.

Potenzialmente anche  il suo ma non necessariamente.

Su che cosa ha investito i suoi soldi?

Sul fatto che magari il bambino un domani torni a comprare da lui? FORSE

Sul fatto di farsi pubblicità agli occhi degli altri aumentando la sua brand “reputation”? FORSE

Sulla speranza che la guarigione della madre porti quest’ultima a saldare il debito? FORSE

Su cosa dunque ha investito il suo denaro e il suo tempo in quel momento?

Presente e Futuro

Sul presente in termini di felicità e soddisfazione di un bisogno contingente. Quel gesto non ha diminuito il suo benessere (o lo ha accresciuto?) ma ha au

mentato quello di almeno 3 persone:

  • il bambino (che ha ricevuto ciò di cui aveva bisogno)
  • la madre del bambino (che ha beneficiato dei servigi del figlio, un bell’esempio di filiera B2B)
  • la prima negoziante (che ha incassato l’importo della merce)

Sul futuro

  • di quel bambino che avrà ancora una mamma
  • di sua figlia che un domani manderà avanti l’attività, in termini di esempio.

E sulla sua impresa.

Ha gettato un seme, consapevole che potrebbe anche non vedere nascere niente e che potrebbe non raccoglierne il frutto.

Ha compreso che la sua impresa, il suo piccolo ristorante, oltre a generare utili e guadagni per lui e la figlia ha il dovere di produrre benessere per la comunità in cui è inserita.

L’IMPRESA

Eccoci arrivati al secondo punto della riflessione.

Dove c’è un imprenditore c’è un impresa.

Salvo le attività che si svolgono solo on-line (qui si potrebbe ampliare il discorso al benessere degli utenti ma non è questo il luogo) solitamente un’azienda è inserita in un territorio abitato da persone.

La tua azienda genera, attraverso i tuoi servizi e/o prodotti, benessere per i tuoi dipendenti e…….(tieniti forte) per la popolazione.

Si hai capito bene, anche per chi “abita” il territorio dove hai la sede.

L’impresa dovrebbe essere co(r)responsabile della felicità di chi ci lavora e del territorio in cui è inserita.

Questo porta ad un sicuro guadagno. Il ristorantino “sgarrupato” dello spot è ancora aperto dopo trent’anni mentre la vita media delle nostre PMI non supera i 5 anni. Non male vero?

Come potresti quindi tu carpentiere, metalmeccanico, zincatore, progettista, ingegnere agire la tua parte di responsabilità in tutto ciò?

Io qualche idea in merito ce l’avrei…e avremo modo di discuterne insieme, ne sono certo.

Meditatio

 

Il finale è solo da gustare, a me piace. Mi piace pensare che un domani potremo raccogliere 100 volte tanto quello che abbiamo dato. Se anche andassi in pari non ci avrei comunque smenato nulla.

Anche la tua piccola officina, la tua azienda di paratie idrauliche, la tua impresa edile, la tua cooperativa sociale può fare qualcosa per il benessere della comunità in cui è inserita.

Ok lo so , è la mia lettura personale.

Non sei d’accordo?

Pensi che in realtà il ristoratore abbia fatto finta di cadere per farsi coccolare?

Pensi che tanto tutti moriamo ed è meglio pensare a se stessi?

Pensi che al posto suo avresti dato al bambino due calci nel culo  e la zuppa avanzata dai piatti dei clienti?

Tutte possibilità.

La realtà non è mai data ma costruita.