Un viaggio ambizioso

Sono un educatore aziendale e voglio raccontarti perchè ho deciso di dare un nome a quello che faccio.

Sono consapevole della grandezza della sfida.

So che sto aprendo una nuova via ma credo fortemente in quello che faccio e che sto per scrivere.

C’è bisogno di competenze educative all’interno delle aziende.

Perchè?

Perchè le aziende sono fatte di persone e l’educatore  è esperto di persone e delle relazioni tra esse. Relazioni generatrici di cambiamenti continui.

C’è bisogno di marketing nelle agenzie educative.

Perchè?

Perchè spesso il mondo del cosiddetto terzo settore non sa raccontarsi e non sa valorizzare anche economicamente l’immensa mole di competenze e valori di cui è portartore

In una realtà apparentemente iper-connessa ci mancano ponti.

Ponti per unire e creare contaminazioni feconde, l’unica via che madre natura ha sempre percorso per garantirci un futuro.

Comunichiamo urlando dalla finestra perchè mancano strade per incontrarci.

 

L’educatore aziendale non è uno psicologo.

L’educatore lavora con “quello che c’è”

L’educatore non lavora con i “se fosse stato”.

L’educatore aziendale è in primis un esperto di relazioni umane e poi di marketing

 

Ecco la mia tesi:

In azienda serve un esperto di prassi pedagogiche.

Le realtà che si occupano di educazione hanno bisogno di essere contaminate da linguaggi e prassi proprie del mondo aziendale

L’educatore aziendale è un ponte tra il mondo pedagogico e quello aziendale

Ecco l’impianto metodologico su cui si basa la mia attività.

Ecco le radici di Trae  l’albero , simbolo che ho scelto per rappresentarmi.

Ecco le tre radici su cui fondo le mie consulenze.

(Ri) Significare il passato

Governare il presente

Progettare il futuro

 

(Ri) Significare il passato

E’ il primo passo che un buon educatore aziendale dovrebbe fare.

Partire dalla storia, tornare alla sorgente e farsi raccontare il viaggio da chi l’ha intrapreso.

Ascoltare i protagonisti di quello che è stato per disegnare un quadro.

Dipingere il passato

Mi piace di più l’immagine di un quadro piuttosto che l’espressione “fotografare il passato”. Il quadro è qualcosa che è stato dipinto da qualcuno che ha scelto i colori, i pennelli e la tela sul quale dipingere. C’è una scelta.

Risignificare il passato vuol dire aiutare chi ti sta raccontando (l’imprenditore, il responsabile di turno o il semplice impiegato/operaio) a dare un senso alla strada percorsa finora, ai colori utilizzati e al quadro che abbiamo davanti.

Come?

Ecco alcuni  strumenti che utilizzo direttamente in prima persona o avvalendomi di collaboratori professionisti del campo. (Non cammino da solo, ho una rete di professionisti che mi sostiene come io sostengo loro)

  • Con la narrazione di impresa, conosciuta oggi come corporate storytelling
  • Swot analysis
  • Business Model Canvas

In questa fase  aiuto le persone a dare un senso ciò che finora si è fatto.

Governare il presente

Ho scelto volutamente questo verbo. L’azione di governo ci costringe a fare i conti con ciò che abbiamo e non con ciò che vorremmo essere o avere.

Governare il presente

Governare il presente vuol dire, come azienda, rendersi conto dei vincoli e imparare a disegnare la rotta cercando di includerli e dove possibile valorizzarli. Un vincolo per definizione non può essere rimosso ed esiste indipendentemente dalla nostra volontà. Diventa di vitale importanza imparare a ragionare includendo i vincoli all’interno della strategia piuttosto che cercare di eliminarli.

Spesso i vincoli diventano scuse per non scegliere.

Tipico di questo atteggiamento sono le frasi  se avessimo avuto….se avessi fatto…

Governare richiama altre azioni concrete come l’analizzare, ponderare, decidere, includere, rendere protagonisti.

Strumenti utili alla pratica di governo possono essere:

Due strumenti essenziali per

  • comprendere i vincoli
  • eliminare incomprensioni tra i protagonisti in azienda
  • costruire un linguaggio chiaro e condiviso
  • aumentare la produttività
  • accompagnarti nel futuro

Esistono altri strumenti validi e spesso molto “low cost” che ci permettono di

  • misurare il tempo che dedichiamo ad ogni singola attività
  • organizzare il tempo lavorativo
  • condividere le attività con il nostro team di lavoro

 

Progettare il futuro

Strumenti per guadare il futuro

Zaino dell’educatore aziendale

 

Il futuro per quanto ipotizzabile e analizzabile conterrà sempre una parte di incognito e imprevedibile. Quello che possiamo fare è riempire il nostro “zaino” con il maggior numero di strumenti che potranno esserci utili.

Posso aiutarti a sceglierli, questi strumenti. Spesso infatti ci riempiamo lo zaino di cose che non ci servono e ci appesantiscono mentre ci dimentichiamo e lasciamo “a casa” ciò che potrebbe risultare di vitale importanza.

L’educatore Aziendale, insieme al titolare dell’impresa e ai suoi responsabili, è chiamato a progettare e co-progettare il futuro dell’attività stessa.

Comprendendo e governando il presente mi affianco a te nel pensare il futuro.

Attraverso le mie competenze ti fornirò più chiavi di lettura della realtà, potrai avere a disposizioni diversi occhiali per guardare e progettare il futuro.

Ti suggerisco ancora una volta  il business model e il value proposition canvas. Una volta compilati non si addormentano, vanno periodicamente rivisti, riscritti, rimodellati. Sono strumenti che dal presente ti accompagnano nel futuro.

 

CONCLUSIONE

Per risignificare, governare e progettare in una struttura l’educatore aziendale deve possedere anche competenze di marketing che vanno ad innestarsi su quelle pedagogiche.

Senza competenze educative molti  saperi e idee  si disperdono.

Quante volte, in azienda l’idea migliore non viene sfruttata?

Perchè chi la propone  non sa comunicarla,

perchè non sa coinvolgere e responsabilizzare il gruppo che gli è affidato

perchè si sente incompreso e a torto crede che nessuno possa capirlo

perchè, dato il suo ruolo, non gli è permesso

perchè non c’è il clima adatto affinchè l’idea possa svilupparsi

perchè il gruppo non è un gruppo

 

Ho deciso di lavorare e offrire le mie competenze in maniera diversa.

Metto davanti le persone alle procedure e agli strumenti, sempre.

Prometto quello che posso mantenere, ti lascio strumenti e conoscenze per poter camminare da solo. Sapendo che mi troverai quando avrai bisogno.

Da oggi puoi tranquillamente dire che mi occupo di marketing e parole…con educazione

 

Chi sono?

Un educatore aziendale.

 

 

Ps: nel prossimo articolo ti parlerò di un’altra competenza fondamentale di un educatore aziendale. Saper raccontare.

 

Ps2: tutto quello che ho scritto è migliorabile, passibile di cambiamenti e aggiustamenti. Se vuoi aiutarmi lascia un commento e sarò lieto di accogliere le tue riflessioni.